Di Cosa stiamo parlando ?
- 31 mar 2020
- Tempo di lettura: 6 min
Aggiornamento: 21 apr 2020

Che cos'è l'impronta idrica?
Il concetto di impronta idrica (Water Footprint) è analogo a quello di impronta ecologica o di carbonio, ma indica l'uso di acqua invece che di territorio produttivo o di energia fossile. Si tratta di un indicatore che misura il livello di sostenibilità (o insostenibilità) delle nostre azioni sui sistemi naturali. L'impronta idrica di un prodotto è il volume totale di acqua dolce utilizzato per produrre il prodotto stesso, calcolato lungo tutta la catena di produzione. Si basa sul principio secondo cui, oltre all'acqua direttamente consumata per ottenere un prodotto (materia prima), occorre calcolare anche il volume di acqua necessario per rendere tale prodotto disponibile al consumo (dal reperimento delle materie prime alla loro trasformazione, all'imballaggio, al trasporto), ossia l'acqua virtuale, il flusso nascosto nell'intera catena di approvvigionamento. L'uso idrico è misurato in termini di volume d'acqua consumata (evaporata) o inquinata, relativamente alla zona di provenienza di quel volume idrico. Molti problemi idrici dipendono infatti dalla disponibilità locale della risorsa e, dunque, le informazioni sull'origine dell'acqua dolce sono essenziali per determinare la salute ambientale o umana e le implicazioni del suo utilizzo. L'impronta idrica è la somma di tre componenti: l'impronta idrica blu, impronta idrica verde e impronta idrica grigia. L'impronta idrica blu è il volume di acqua dolce (acque superficiali e sotterranee)sottratta al ciclo naturale e impiegata nelle produzioni. L'impronta idrica verde è il volume di acqua piovana traspirata durante la coltivazione e l'impronta idrica grigio è il volume di acqua inquinata, quantificata come il volume di acqua necessario per diluire gli inquinanti a tal punto che la qualità delle acque torni sopra gli standard di qualità. Il concetto di impronta idrica è stato introdotto per rispondere alla necessità indicatori di consumo per l'uso di acqua dolce e nel riconoscimento che, l'impatto sulle risorse idriche presenti sul pianeta, possa essere ricondotto al consumo umano e che questioni come scarsità di acqua e l'inquinamento delle risorse idriche possano essere meglio comprese ed affrontate considerando il processo produttivo e la filiera produttiva come una cosa unica.
Che cos'è l'impronta di carbonio?
E un indicatore che misura la quantità di gas ad effetto serra prodotta dalle nostre attività, con riferimento al biossido di carbonio (CO2) o al carbonio calcolate lungo l'intero ciclo di vita del sistema in analisi. Per soddisfare la domanda di energia che serve a riscaldare e illuminare la tua casa, alimentare la tua auto, far volare gli aerei e i treni su cui viaggi, viene bruciata una quantità sempre crescente di combustibili fossili come carbone, gas e petrolio. L'impronta di carbonio del cibo è una stima di tutte le emissioni causate dalla produzione (ad esempio l'agricoltura o l'allevamento), la produzione e la distribuzione al consumatore fino allo smaltimento degli imballaggi. Facciamo l'esempio di un pomodoro: la produzione in serra di 1 kg di pomodori rilascia 3,5 kg di CO2 eq, mentre la stessa quantità prodotta in campo meno di 0,05 kg, ben 70 volte più bassa! Senza contare il trasporto aereo dei prodotti da un capo all'altro del pianeta. Ne consegue come l'acquisto di prodotti di stagione abbia un impatto minore sull'ambiente poichè la produzione in serre richiede un'enorme quantità di energia per il mantenimento delle temperature di coltivazione
Che cos'è l'anidride carbonica?
Quasi tutte le molecole di cui sono fatti gli organismi viventi (carboidrati, grassi e proteine) contengono atomi di carbonio. Questi atomi passano continuamente da un organismo all'altro, all'atmosfera e al suolo. L'insieme dei possibili percorsi di un atomo di carbonio prende il nome di ciclo del carbonio. Tutti gli esseri viventi hanno bisogno di energia, che ottengono dagli alimenti, dalla cui metabolizzazione si libera anidride carbonica. Tutti gli esseri viventi respirano e quindi tutti producono anidride carbonica. E fin qui tutto bene. Il problema sorge nel momento in cui l'uomo ha scoperto i combustibili fossili, come il carbone, il petrolio e il gas, che si sono formati da organismi animali e vegetali rimasti sepolti per tempi lunghissimi. Tutti i materiali, nel momento in cui bruciano, reagiscono con l'ossigeno formando anidride carbonica, il principale gas a effetto serra prodotto dall'uomo che contribuisce al riscaldamento globale. L'uso intensivo dei combustibili fossili nell'ultimo secolo ha determinato l'aumento esponenziale della sua concentrazione nell'atmosfera determinando un incremento delle temperature medie globali, effetto con profonde ripercussioni sulla fauna e la flora selvatiche e sulle persone di tutto il mondo.
Cosa sono i gas serra e il riscaldamento globale?
I gas serra (biossido di carbonio CO2, metano CH4, protossido d'azoto N2O e altri) intrappolano il calore nell'atmosfera. Le concentrazioni dei gas ad effetto serra sono fortemente aumentate come risultato delle attività umane dal 1750 e, oggi, superano del 39% i valori pre-industriali. L'enorme aumento della concentrazione di questi gas, capaci di trattenere il calore terrestre, ha determinando un aumento delle temperature medie terrestri. Le spiegazioni per il riscaldamento osservato sono prioritariamente il risultato dell'intervento umano che ha determinato un aumento dell'effetto serra naturale.
Perchè talvolta si parla di carbonio altre di anidride carbonica? Sono la stessa cosa?
ossigeno. Dal momento che un atomo di carbonio pesa 12 unità di massa atomica e ogni atomo di ossigeno ne pesa 16, una molecola di CO2 peserà 12+16+16=44. Quindi l'equivalenza tra un atomo di carbonio e una molecola di CO2 è 3,67 (peso della CO2/peso del carbonio -> 44/12=3,67). Questo è il valore che deve essere utilizzato per convertire i valori in carbonio in quelli in CO2 (e viceversa). Per esempio, le emissioni di carbonio del 2007 causate dall'utilizzo di combustibili fossili ammontavano a 8,5 miliardi di tonnellate, equivalenti a 31,2 miliardi di tonnellate di CO2.
Che cos'è CO2 eq?
CO2eq sta per CO2 equivalente, ossia l'unità di misura che permette di pesare insieme le emissioni dei vari gas serra aventi differenti effetti sul clima. Ad esempio il metano ha un potenziale di riscaldamento 21 volte superiore rispetto alla CO2 e per questo 1 tonnellata di metano viene contabilizzata come 21 tonnellate di CO2 equivalente.
Perché la carne ha impatti così elevati?
È ormai accertato dalla comunità scientifica internazionale che i prodotti animali - manzo, agnello, maiale e pollo - abbiano un impatto maggiore sull'ambiente rispetto agli altri prodotti alimentari di derivazione vegetale. Certamente qualsiasi alimento che consumiamo, comprese frutta e verdura, implica dei costi ambientali, ma tali costi per la produzione di vegetali sono molto inferiori a quelli della produzione di carne e altri derivati animali. Infatti, per produrre proteine e calorie animali sono necessarie grandi quantità di proteine e calorie vegetali. Una bistecca di manzo deriva per esempio da un bovino che ha vissuto per qualche anno in un'azienda, nutrito con cereali e foraggio che sono stati coltivati in campi seminati, irrigati, concimati e protetti dall'uso di pesticidi, a loro volta prodotti artificialmente da aziende chimiche che hanno consumato energia e rilasciato sostanze inquinanti per l'ambiente. Per questi motivi l'allevamento rappresenta la seconda causa di cambiamento climatico. Non solo ma il settore zootecnico è il più grande utilizzatore di suolo del mondo. Il disboscamento delle foreste per convertire i terreni in pascoli rappresenta un serio problema ambientale in molte aree del mondo.
Che cos'è l'industria agroalimentare?
E il settore che si occupa della commercializzazione, della trasformazione e della conservazione dei prodotti alimentari. Quasi tutti i prodotti alimentari, infatti, devono in qualche modo venire trasformati prima di essere mangiati. Anche le verdure fresche devono essere pulite e tagliate. Ci sono vari livelli di lavorazione degli alimenti: la raccolta delle colture, la pesca, la macellazione rappresentano i passi preliminari. Il taglio, la pulizia, l'imballaggio e la refrigerazione degli alimenti crudi li rendono pratici da utilizzare per il consumatore mantenendone il tenore di umidità e prevenendo (o ritardando) la crescita di batteri. La trasformazione secondaria fa un ulteriore passo avanti nella creazione di una vasta gamma di prodotti alimentari che vanno dalle verdure in scatola, preparati congelati, cibi precotti, formaggi, biscotti, salumi e una varietà di altri prodotti.
Cosa sono i combustibili fossili?
Sono combustibili che derivano dalla trasformazione della sostanza organica, su archi temporali estremamente lunghi, in forme più stabili e ricche di carbonio. Appartengono ai combustibili fossili: il petrolio e suoi derivati; il carbone; il gas naturale. I principali vantaggi di questo tipo di combustibili sono: un elevato rapporto energia/volume (costituiscono una forma di energia concentrata); sono facilmente trasportabili e immagazzinabili, costano apparentemente poco e possono essere impiegati in molteplici usi. Di contro, presentano numerosi svantaggi: in primis sono estremamente inquinanti e il loro uso massivo ha determinato dalla Rivoluzione Industriale ad oggi un incremento del 39% della concentrazione di CO2 in atmosfera con gravissime conseguenze sul sistema climatico. Inoltre sono fonti energetiche non rinnovabili (il processo di fossilizzazione della sostanza organica è molto lungo, dura milioni di anni) e il loro utilizzo ai ritmi attuali pregiudica la loro disponibilità per le generazioni future.
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